venerdì 13 gennaio 2012

I veri mostri sono gli automobilisti, non i SUV


Ieri pomeriggio a Milano il vigile Nicolò Savarino è stato deliberatamente investito e ucciso da un automobilista al volante di un SUV. Il vigile aveva cercato di ostacolare la fuga del guidatore che pochi istanti prima aveva colpito di striscio un anziano. Tragica notizia sulla quale in molti (troppi) hanno voluto speculare demonizzando una volta in più i SUV, dimenticando si tratti di mezzi che non dispongono di una propria coscienza ma sono condotti da esseri umani.


Non si cerca alcuna giustificazione per lo scellerato gesto costato la vita a un uomo innocente, ma si vuole semplicemente spostare l’attenzione dai più o meno massicci “fuoristrada” cittadini, a chi commette effettivamente lo sconsiderato gesto. “SUV uccide vigile” è un titolo che vuole muovere le coscienze verso un giudizio che condanni il tipo di auto, lasciando in secondo piano il vero autore, il guidatore. Come se utilitarie o berline non uccidessero nessuno in caso di incidente.


I SUV sono un bersaglio privilegiato e forse permettono di vendere qualche copia in più o di far salire il proprio sito in cima ai risultati di Google (magie della SEO), ma seguendo questa linea si perde di vista la realtà. Non sono armi, o per lo meno, lo sono allo stesso livello di berline, station wagon, MPV e di qualsiasi altro tipo veicolo. Demonizzarli non serve a fermarli. Solo una vera e propria coscienza da parte di chi guida può evitare incidenti; non SUV assassini ma solo guidatori incoscienti. I veri (e soli) assassini.


1 commento:

slevin ha detto...

Hai ragione Max.....
A volte, e forse troppo spesso, si tende a generalizzare troppo, perdendo
di vista il vero succo del problema.
Se il povero vigile fosse stato ucciso da una utlititaria si sarebbe scritto: " auto impazzita travolge e uccide un viglie a Milano", lasciando sempre in secondo piano quelli, come dici tu', i veri e i soli assassini.

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