lunedì 27 agosto 2007

Dai, ci provo

Ok, le idee le ho un po' raccolte...vediamo se riesco a fare un piccolo resoconto dei giorni di cammino.
Cos'è il Cammino?
-Mi verrebbe subito da dire "E' un qualcosa da provare, che bisogna fare per capire completamente..."
-Il Cammino è una vita, il cui conteggio si calcola in chilometri e non in anni.
E' iniziare a camminare ed essere inesperti, capire come "funziona" dopo un po' di giorni e iniziare ad entrare bene nello spirito del Cammino.
E' conoscere tantissima gente, condividere con loro pezzi più o meno lunghi di cammino, scambiare anche solo poche parole, una scatoletta di tonno, il silenzio.
E' arrivare a Santiago e sentire dentro al proprio cuore una miriade di sentimenti.
Il Cammino è:
-Volersi ritrovare
-Sapere che ne vale davvero la pena
-Grazia
-Sopportare il rumore nella stanza
-Fare silenzio nel preparare il proprio zaino la mattina
-Iniziare a camminare quando il sole sta per sorgere
-Andare a dormire assieme al sole
-Rallentare il passo per aspettare l'amico
-Salutare tutti i pellegrini che incontri, come fossero vecchi amici
-Cullarsi nel vento che ti abbraccia
-Andare a messa e sentirsi coccolati da tutto il paese.
-Salutarsi con un canto
-Il Padre nostro detto in 5 lingue contemporaneamente
-Cenare con più di 20 persone e sentirsi a casa
-Avere difficoltà nell'addormentarsi, perchè le emozioni della giornata fanno le capriole nel tuo cuore
-Avere persone che ti porti dentro
-L'impossibilità di spegnere il pensiero
-L'offrire a Lui la fatica, la gioria, i passi, il freddo, il caldo...tutto ciò che siamo
-La pace che turba delle Mesetas
-Ritrovarsi con le lacrime aglio occhi senza un motivo ben preciso
-La forza della preghiera assieme
-Non avere paura di cambiare programma
-E' vivere col sole
-Sapere che la meta è solo un altra partenza
-E' non addomesticare i propri pensieri sul possibile
E' tutto questo e molto di più.
-E' partire con uno zaino pieno di ciò che si è, pieno della propria vita che Gli si vuole offrire, consci del fatto che da soli non possiamo andare lontano.
E' partire con anche uno zaino vuoto, per raccogliere tutto ciò che ci viene donato, incontri, silenzi, parole...perchè è un'occasione troppo importante perchè qualcosa vada sprecato.
-E' il rendersi conto che il "camminare" e la meta sono un binomio indissolubile.
Come dice il Liga "andare va bene però, a volte serve un motivo"
Si, perchè il cammino ha senso solo se la meta è una meta per cui ne "vale la pena", altrimenti diventa un camminare fine a se stesso...e perde completamente il suo senso.
Così come la meta, che acquista il suo senso solo se raggiunta dopo un cammino serio.
Una meta raggiunta tramite mezzi semplici e troppo comodi, senza un cambiamento, è inutile.
-A fine cammino mi è venuto in mente il pezzo della Bibbia (sal 15): "Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi e la mia eredità è magnifica"
Si, perchè abbiamo davvero passato luoghi incredibili (luoghi fisici e del cuore) e questa esperienza ci ha regalato tantissima grazia che non possiamo non far fruttare.
-Appena arrivati in cattedrale, Martino mi ha chiesto "Secondo te se ogni pellegrino che è giunto qui avesse portato una pietra, la cattedrale sarebbe più grande o più piccola?"
Al di là della risposta, mi è venuto da pensare come tutti noi siamo responsabili della Chiesa.
Inutile lamentarsi se la Chiesa (universale o locale) va male e stare lì a guardare.
Noi siamo Chiesa e dobbiamo tutti attivamente partecipare per il suo bene.
E poi...si, mi rendo conto di come sia un po' confuso come post...se l'avete letto e vi siete trovati un po' confusi...bhè...chiedo venia...magari oralmente potrò essere un po' più chiaro.
Bon...per ora finisco qui...ma ci saranno altri post a riguardo.

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