E finalmente è giunto il giorno dell'arrivo.
Esattamente alle ore 20.30 del 14 Giugno 2007 il nostro Zanella ha citofonato a casa di un amico e, saputo che questi era a fare l'aperitivo in attesa di incontrarlo, si è recato da alcuni suoi parenti per i primi saluti di rito.
Verso le 21, davanti al noto ristorante Hakim, si era formato un gruppetto di curiosi ed iniziavano ad arrivare le prime autorità.
Alla vista dell'uomo dell'Impresa molte fan non hanno saputo resistere e si sono gettate oltre il cordone di polizia per poter toccare il loro beniamino che non si è negato al bagno di folla.Dopo pochi minuti Matteo, assieme ad amici ed autorità è entrato nel ristorante, il menù è stato semplice, come nello stile dello Zanella, e non sono mancati i brindisi in suo onore.
Dopo un paio d'ore tutti i commensali hanno deciso di trasferirsi in un locale vicino al ristorante per continuare i festeggiamenti che si sono protratti fino a notte inoltrata.Lo Zanella ci è apparso in gran forma, abbronzato e nemmeno troppo stanco.
Siamo riusciti a scambiare con lui alcune battute, che vi riporto qui di seguito.
D-Allora Matteo, finalmente a Milano, dopo 14 giorni da solo in bicicletta. A chi dedichi questa grande impresa, che ti fa entrare di diritto nel gotha dei grandi esploratori, assieme a Amundsen, Nobile e molti altri.
R-Prima di tutto la dedico ai miei famigliari, che mi hanno sempre appoggiato e mi hanno fatto sempre sentire il loro amore.
Poi la dedico ad amici e tifosi (in questo periodo si sono formati numerosi fan club tra Inghilterra ed Italia ndr) che mi hanno tirato su nei momenti di difficoltà.
Infine la dedico a me stesso, perchè sono riuscito a fare ciò che volevo, perchè sono stati molti i momenti di difficoltà che mi hanno fatto dire "Ma chi me l'ha fatto fare?", ma ho sempre tenuto duro, ed ora sono qui a godermi la gloria.
D-Qual'è stato il momento più duro? E quale il più esaltante?
R-Sicuramente il momento più duro è stato sulle bianche scogliere di Dover. Incantato dal paesaggio ho deciso di dormire sul prato, a pochi metri dal precipizio, senza considerare che la notte sarebbe salita la nebbia, accompagnata dal vento.
Ho dormito poco ed è stata davvero dura, anche perchè ero all'inizio del viaggio e avrei potuto mollare fin da subito.
Il momento più bello? Ce ne sono stati molti: la partenza, i paesaggi che mi hanno riempito occhi e cuore, l'arrivare finalmente in Italia, il vedere il cartello con su scritto "Milano", l'accoglienza di parenti, amici e tifosi.
D-Arrivi oggi e tra poco più di 2 settimane ripartirai, meta: Santiago de Compostela. La tua vita è un viaggio continuo. Ma cosa farai in questi giorni di inattività?
R-Sicuramente dormirò un bel po'. Non ho mai sentito la nostalgia del mio letto come in questi giorni.
Poi metterò a posto le ultime cose per Santiago ed inizierò a pianificare la prossima impresa.
D-Prossima impresa? Di che si tratta?
R-Non voglio rivelare troppo per non "bruciare" la sorpresa.
L'unico cosa che posso dirvi è che mi sono lasciato ispirare dal grande Jules Verne.
Da Milano è tutto.
A voi la linea.
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