mercoledì 24 agosto 2005

Liga!!!

La rockstar Luciano Ligabue (Lapresse)

Uno show diviso in quattro palchi
Ligabue: «Vi aspetto a Reggio»
Si avvicina il mega-concerto del 10 settembre. Attesi deucentomila fan. La rockstar: «Un evento autocelebrativo, ma anche una sfida»

Sarà l’evento musicale dell’estate e, forse, quello dell’anno. Il concerto con il quale Luciano Ligabue torna a suonare dopo una lunga pausa e presenta il suo nuovo disco «Nome e cognome». Data: 10 settembre. Luogo: Campovolo, l’area dell’aeroporto di Reggio Emilia. Descrizione: quattro palchi diversi (il più grande lungo 80 metri), 10 megaschermi, 1000 corpi illuminanti, 300 diffusori audio, 200 mila fan attesi, 2 ore di rock. Uno show che nemmeno le star internazionali si permettono. Non è che il mediano del rock si è montato la testa? «E’ anche un evento autocelebrativo - confessa con autoironia Ligabue in una pausa delle prove per lo show che da una decina di giorni lo tengono occupato -. Come lo è sempre salire su un palco e imbracciare una chitarra. Questa volta, in più, mi metto in gioco, è una scommessa». E il Corriere della Sera offre ai lettori la possibilità di essere fra quelli che, oltre a dire «io c’ero», potranno aggiungere «in modo speciale». Al Corriere Magazine (in edicola domani con il quotidiano) sarà infatti allegata una scheda per partecipare al concorso «Un giorno da Liga».

Ecco i premi: 1500 kit per il vero fan (tshirt, borsa e una copia del cd singolo «Il giorno dei giorni»), 300 biglietti per vedere il concerto e 2 accessi all’area backstage. Due anni e mezzo senza esibirsi dal vivo. «E’ stato insano e crudele stare giù dal palco così a lungo. Rischiavo di finire a suonare ai matrimoni... Ora godo all’idea di sfogarmi in questa serata e di fare un altro anno a suonare tanto», scherza (ma non troppo) Ligabue. I motivi della lunga assenza sono sia privati che pubblici: «Da un lato ho attraversato una fase convulsa fatta di lutti, separazioni, nascite, nuovi legami. Ho avuto molto da vivere. Dall’altro, l’uscita del mio romanzo lo scorso anno ha spostato in avanti i tempi del disco».

Il concerto si avvicina. Sui quattro palchi ci saranno set completamente diversi, quattro mini concerti. Sul palco principale («Main») Ligabue sarà con la sua attuale band. «Una canzone indicativa di questa parte di spettacolo è "A che ora è la fine del mondo?": ironia e sarcasmo, ma anche la capacità di comunicazione visto che è quasi un rap, riassumono bene il tiro dello show». Palco numero due («Solo»): «Per mostrare come nascono le canzoni sarò solo con voce e chitarra. Per far capire l’atmosfera basta il titolo dell’inedita "Sono qui per l’amore"». Ad accompagnarlo sul terzo palco («Vintage») ci saranno i Clandestino, la sua prima band: «Qui scelgo "Salviamoci la pelle" che ha le caratteristiche di molti miei pezzi degli esordi. Un riff di chitarra che accompagna una storia da raccontare». L’ultima situazione («Teatro») riproporrà, con l’aiuto di Mauro Pagani, le atmosfere del tour teatrale «Giro d’Italia»: «"Il giorno di dolore che uno ha" è una canzone che ha a che fare con una parte di noi con la quale non vogliamo confrontarci. La dedico a tutte le persone importanti scomparse e che mi piacerebbe fossero a questo concerto».

Il Corriere e Magazine sono alleati nell’accompagnare i lettori all’evento. Da domani al 7 settembre il quotidiano offre 14 bollini per completare la scheda del concorso allegata al Magazine . Che al cantautore rock dedica la copertina. Nell’intervista Luciano racconta il suo rapporto con la politica e quello coi colleghi. «La musica non deve avere connotazione politica», ammonisce. Poi le pagelle ai leader. D’Alema? «Mi ha fatto soffrire: da presidente del Consiglio ha scelto la guerra. Io sono un pacifista». Bertinotti? «Professa un’idea difficile da realizzare. Però è bene che ci sia qualcuno che lo faccia». Fini? «Sa fare politica. Non mi riconosco nelle sue idee». Spazio infine ai giudizi sui colleghi. Baglioni? «Capisco il suo bisogno di andare al di là. Però mi dispiace che non scriva più canzoni come "E tu", "Amore bello"». Guccini? «Ci vediamo spesso e mangiamo». De Gregori? «Ci sentiamo al telefono». Il rivale Vasco con il quale litigò sul tema droga? «Tutto chiarito».
Andrea Laffranchi
24 agosto 2005

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